E’ frequente specie nelle donne e prevede, quando indicato, un trattamento chirurgico. E’ importante considerare univocamente anche le patologie eventualmente associate dell’avampiede e del retropiede per una corretta indicazione chirurgica. Lo studio clinico poi deve essere integrato da una radiografia dei piedi in comparativa e sotto carico gravitario.

Le tecniche chirurgiche a nostra disposizione sono molteplici e vanno individualizzate sul paziente. Tra le varie preferisco la osteotomia distale del primo metatarso fissata con adeguati mezzi di sintesi preferibilmente in titanio associata al rilascio della capsula sul versante laterale. In alcuni casi difficili può essere indicato associare anche una osteotomia della prima falange dell’alluce oltre a trattamenti diretti alla correzione di eventuali griffe digitali associate.

In questi frequenti casi che di solito riguardano il secondo dito pratico una resezione della testa della prima falange associando frequentemente una capsulotomia dorsale della seconda metatarso-falangea. 

Non posiziono fili metallici e quando tratto isolatamente la griffe digitale opero in anestesia locale e ambulatorialmente concedendo immediatamente il carico libero senza protezione alcuna. Il postoperatorio dell’intervento correttivo per alluce valgo prevede invece l’uso di una scarpa con appoggio calcaneare e scarico sull’avampiede da tenere in media cinque settimane durante le quali il paziente autonomamente provvederà alla mobilizzazione attiva e autoassistita di tutti i distretti articolari del piede operato (evito assolutamente di operare in contemporanea i due piedi).

 

Metatarsalgia 

Può essere associata all’alluce valgo che diventa poco caricato durante la deambulazione con conseguente sovraccarico sulla testa del secondo metatarso oppure può interessare più teste metatarsali per una differente lunghezza delle stesse rispetto all’arco plantare fisiologico per cui le teste dei metatarsi più lunghi sono le più caricate. Quando l’eventuale correzione con ortesi plantari non riesce a equiparare la distribuzione dei carichi sulle teste metatarsali occorre procedere chirurgicamente. Il ripristino della lunghezza ritenuta ottimale si può ottenere agendo sulla parte prossimale del metatarso con osteotomie oblique a becco di flauto associate al carico gravitario concesso nell’immediato postoperatorio oppure con osteotomie che agiscono sulla testa metatarsale retroponendola ed abbassandola; si fissa poi con microviti la nuova posizione della testa proteggendo dal carico diretto con scarpa ad appoggio calcaneare per cinque settimane. Possono essere associati gesti chirurgici dedicati alla correzione dell’eventuale alluce valgo associato o di deformità digitali.