Nella dissociazione scafo-lunata cronica,quando non è più possibile ridurre la sublussazione rotatoria dello scafoide e la dorsalizzazione del semilunare in maniera stabile ( il tempo massimo di intervento in acuto è per la mia esperienza di massimo un mese ) preferisco praticare una artrodesi dello scafoide, ruotato correttamente, con il grande osso o capitato. Pratico infatti un accesso dorsale e, dopo aver cruentato le superfici articolari contigue con sega oscillante e con ossivora, fisso lo scafoide al grande osso con fili di Kirschener e per sicurezza fisso con un filo supplementare lo scafoide al semilunare.Mantengo immobilizzazione gessata per circa un mese seguita da tutorizzazione per un altro mese mantenendo ,se tollerati, i fili di Kirschener . La riduzione di flessione palmare osservata è secondo il mio parere inferiore a quella conseguente ad altri tipi di intervento che possono essere indicati. 

Esempio di diss. SL operato a circa due mesi dal trauma. Aumento dello spazio scafo-lunato in deviazione radiale del polso

Trattamento chirurgico come descritto nel testo (artrodesi scafo-capitata con fili)

Risultato ottimo a tre mesi dopo rimozione dei mezzi di sintesi con conservazione di fisiologici rapporti articolari in massima radializzazione ed ulnarizzazione della mano

Evidente aumento dello spazio scafo-lunato in caso trattato a circa tre mesi dal trauma

Trattamento chirurgico di artrodesi tra scafoide e grande osso con fili

Risultato a consolidazione avvenuta ( tre mesi )

Risultato clinico finale con discreto R.O.M. in flesso-estensione

In ultimo mostro un caso ampiamente documentato dall’inizio alla fine di dissociazione scafo-lunata cronica con danno artrosico iniziale della radiocarpica documentato con Rx + RM preoperatoria.

Foto intraoperatorie della riduzione con fili di K. usati come Joystik

e successiva fissazione temporanea dello scafoide al semilunare in buona posizione prima di procedere all’artrodesi dell’ articolazione scafoide – capitato.

Buon risultato clinico con discreto mantenimento del range articolare in flesso-estensione con buona cosmesi della cicatrice chirurgica.