Caso 6 - Lesioni legamentose del gomito

Possono interessare il comparto laterale (più frequentemente) o il mediale e possono essere raramente isolate cioè senza lesione scheletrica ma più frequentemente sono associate a lesione dello scheletro articolare del gomito soprattutto in conseguenza di lussazioni del gomito dopo traumi ad alta energia cinetica. Quando la lesione ligamentosa si somma alla lesione di elementi scheletrici stabilizzanti l’articolazione il gomito va incontro ad una grossolana instabilità dolorosa con gravissimo pregiudizio funzionale accompagnata ad intensa sintomatologia dolorosa. Difficile da trattare la così detta terribile triade che consegue ad una grave frattura-lussazione del gomito con lesione del legamento collaterale laterale associata a frattura del capitello radiale e dell’apofisi coronoide.

Il caso che segue dimostra i possibili ed evitabili errori di trattamento della terribile triade.

Dopo un primo tentativo di trattamento con protesi di capitello radiale associato a sintesi con vite ( ? ) dell’apofisi coronoide senza riparazione legamentosa probabilmente di fronte ad ovvia instabilità residua i colleghi hanno fissato forzosamente con un filo di K. l’articolazione. Dopo ovvio insuccesso gli stessi colleghi posizionavano una protesi diversa del capitello radiale dopo rimozione della vite probabilmente mobilizzata forzando lo spazio articolare con protesi sovradimensionata che apparentemente stabilizzava forzosamente l’articolazione provocandoperò ovvio dolore non sopportato dalla paziente.

A questo punto consigliavo intervento di rimozione della protesi e sostituzione con protesi di giusta dimensione associato a prelievo di semitendine dal ginocchio controlaterale pro legamento collaterale esterno raggiungendo un ottimo risultato funzionale in flesso estensione che appariva a breve libera e indolente con immobilizzazione in valva gessata nel postoperatorio solo di due settimane.

Primo tentativo di sintesi con vite dell’apofisi coronoide con protesi di capitello radiale + tentativo di compensare la residua instabilità con filo transcheletrico

Tentativo di raggiungere una certa stabilità con nuovo modello di protesi di capitello di maggiori dimensioni dimenticando di occuparsi della ricostruzione legamentosa esterna.