Dr Maurizio Rubino Ortopedico Genova Spalla piede gomito

Responsabile Chirurgia Arto Superiore
presso Centro di Chirurgia Protesica Articolare
I.R.C.C.S. Istituto Ortopedico Galeazzi - Milano

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Lesioni meniscali

Le recenti acquisizioni di ordine funzionale e biomeccanico ci portano a dare sempre maggior importanza alle lesioni meniscali un tempo, neanche tanto lontano, ritenute benigne e oggi considerate, se non trattate adeguatamente, responsabili di evoluzione artrosica del compartimento corrispondente alla lesione. Parliamo soprattutto del menisco esterno che fortunatamente è meno esposto a rischio di lacerazione rispetto al menisco interno anche se è più determinante, in caso di rottura, nell’evoluzione artrosica.
Le lesioni meniscali possono essere di tipo traumatico e di tipo degenerativo. Possono cioè essere la conseguenza di un trauma distorsivo del ginocchio che lacera una struttura meniscale integra come avviene nei soggetti giovani oppure possono derivare da un degrado artrosico dell’articolazione con associata lesione degenerativa del menisco che diventa incapace di resistere a traumi banali e connessi alla attività quotidiana (classica lesione associata meniscale e cartilaginea in soggetti oltre la quinta decade di vita e in sovrappeso).

ortopedia
lesioni menisco

Lesioni capsuloligamentose

Sono la conseguenza di traumi distorsivi che mettono in tensione i vari legamenti interessati provocando una lacerazione parziale o totale degli stessi a seconda della sollecitazione provocata.
Il trattamento delle lesioni a carico dei legamenti collaterali ( più frequente la lesione del legamento collaterale interno ) è nella massima parte dei casi non chirurgico e si basa sul controllo del dolore e sul risparmio di quei movimenti capaci di provocare tensione a livello della cicatrice in formazione del legamento. Questo compito può essere assolto da tutori con regolazione angolare programmabile della flessione facilmente reperibili in commercio.

Protesica

L’aumento della vita media permette un maggior uso con conseguente incremento della degenerazione artrosica delle articolazioni più grandi e con maggior grado di libertà articolare (spalla ) e delle articolazioni cimentate dalla gravità ( anca e ginocchio )
Quando l’artrosi diviene grave, il degrado della cartilagine articolare condiziona a tal punto la qualità di vita che, pur trattandosi di pazienti solitamente anziani con patologie associate di ordine internistico, si consiglia, se le condizioni generali lo permettono, l’ intervento di sostituzione protesica dell’articolazione colpita.

protesi ginocchio

Le protesi totali

chirurgia della mano

Piatto tibiale

Le fratture del Piatto Tibiale costituiscono per il medico  ortopedico che si accinge al loro trattamento una sorta di sfida nel tentativo di limitare al massimo le frequenti e temute complicanze di questo tipo di lesioni. In effetti da un lato esistono problemi di riduzione anatomica di queste fratture articolari e dall’altro la deviazione assiale cui possono dare luogo può determinare a medio o a lungo termine artrosi postraumatica del ginocchio.
Considerando infine l’alta incidenza di queste fratture in soggetti giovani si comprende come il loro trattamento sia argomento di discussione tra due sostanziali orientamenti. Esistono i favorevoli al trattamento “ aggressivo “ con apertura della articolazione, riduzione minuziosa sotto controllo diretto attraverso l’espansione delle trabecole ossee compenetrate dal trauma con l’innesto di osso autologo o di derivati dall’osso attualmente in commercio e coloro che preferiscono non aprire l’articolazione ma ridurre attraverso la visione radiografica indiretta e contenzionare con placche di ultima generazione attraverso accessi molto contenuti.

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